Progetto Archimede: Un nuovo futuro per l’energia elettrica rinnovabile
Il 19 maggio ha preso il via la prima fase del progetto Archimede, prima applicazione a livello mondiale di integrazione tra un ciclo combinato a gas e un impianto solare termodinamico basato su una tecnologia elaborata dall’Enea. La sede di questo progetto sarà l’impianto Enel di Priolo Gargallo (Siracusa) debitamente ristrutturato. Un grande impianto solare incrementerà la potenza della centrale esistente di 20 MW e consentirà di produrre e-nergia in grado di soddisfare la domanda di 20.000 abi-tanti, risparmiando circa 12.500 ton/anno di petrolio e riducendo di circa 40.000 ton/anno le emissioni di CO2 in atmosfera.
Rispetto ad esperimenti già condotti in passato con poco successo il progetto Archimede utilizza una tecnologia ad alto rendimento che permette la produzione di energia elettrica anche durante le ore notturne e in caso di cielo coperto.
Grazie ad un sistema di 360 specchi collettori parabolici, con una superficie attiva di 200.000 m2, la luce diretta del sole viene concentrata ed accumulata mediante una innovativa miscela di sali fusi capace di rendere il calore ad alta temperatura (fino a 550 gradi centigradi) immediatamente disponibile in ogni momento. In questo modo è possibile ottenere la flessibilità richiesta dal mercato. Tale calore produce il vapore ad alta pressione che verrà convogliato nelle turbine dell’impianto a ciclo combinato incrementando la produzione di energia elettrica della centrale.
L’investimento complessivo per la realizzazione di questo progetto è di circa 50 milioni di Euro. Ad oggi, cioè nella sua fase preindustriale, il costo dell’impianto oscilla tra i 100 e i 150 Euro al metro quadro, dal quale si ricava ogni anno energia equivalente a quella di un barile di petrolio. Ciò significa che utilizzando un’area desertica o semide-sertica di 10 km2 si ottengono 1000 megawatt, ossia la stessa quantità che si otterrebbe da un impianto nucleare o a combustibili fossili con costi inferiori ed un impatto ambientale nettamente inferiore. La produzione di rifiuti ed emissioni infatti è nulla. L’energia è abbondante, rinnovabile e non ha costi aggiuntivi di trasporto. Dati i costi competitivi e la flessibilità questa tecnologia potrebbe, secondo il premio nobel Carlo Rubbia presidente dell’Enea, cambiare il ruolo delle energie rinnovabili sulla scena del mercato della produzione di energia elettrica. Nel Sud Italia, dove si ha una buona insolazione, si potrebbe addirittura ricavare energia sufficiente a sostituire carbone, petrolio e metano.